martedì 20 agosto 2019

AMOS LE POLTRONE E IL SINDACATO DEI PERMESSI




LA SANITA' DELLE POLTRONE  AMOS E IL SINDACATO TIEPIDO (CGIL, CISL, UIL) DEI PERMESSI SINDACALI ASL.


          Sono anni che in provincia di Cuneo osserviamo all'affermarsi in costante crescita in Sanità delle esternalizzazioni, appalti, servizi pubblici dati in gestione ai privati. Nelle Asl del Cuneese Amos, società nata come spa, grazie a Moirano nel 2000 quando era direttore generale dell'Aso di Cuneo o poi trasformata in società a personalità limitata, piano piano a preso piede anche fuori provincia. Dapprima concentrandosi sui servizi di laboratorio analisi, radiologia e poi esternalizzando figure professionali come gli oss e tecnici. 
Amos società privata che vive di soldi pubblici. Il giro di affari ammonta a 19 milioni di euro. Soldi pubblici a servizio del privato.
         Nessuno si pone il problema che in questo modo abbiamo il doppio dei dirigenti da mantenere? Due amministrazioni, l'una è quelle delle Asl in questione e l'altra e Amos? Abbiamo raddoppiato i dirigenti con compensi stratosferici, mentre abbiamo ridotto il personale pubblico, inserito il privato con contratti da fame e più diversificati, L'importante è risparmiare sulla pelle di chi lavora attivamente con i malati.
         
      In tutto questo abbiamo assistito negli anni a bilanci in rosso delle varie Aziende Sanitarie, in primis dell'Aso e poi dell'Asl cn 1. Conti in rosso per aver esternalizzato troppo. Si, perché dare in appalto costa e non ci sono solo i dipendenti privati, in questo caso oss, tecnici, infermieri, cuochi, amministrativi  che si occupano di quella mansione da retribuire, ma bisogna pagare anche i costi di gestione. 
          Sapete quello che la politica non dice ai cittadini?  Non dice che la gestione diretta dei propri servizi costa di meno che esternalizzare. Con 49 milioni di euro di Amos si potrebbe assumere personale, tenere aperti servizi e ambulatori fino alle 20.
Il privato è bello se funziona con soldi propri e non con soldi pubblici. 


           Il sindacato, in particolare cgil, cisl e uil, hanno da sempre e fin dall'inizio strizzato l'occhio ad Amos, in particolare i dirigenti sindacali delle segreterie provinciali che pensavano all'inizio di inserire nel Cda di Amos i propri amici, compagni di merende, cooperative e aziende dei propri familiari.
 Negli anni  è stato anche un modo per aggirare i concorsi,  assumere personale, far contento qualche sindacato un po’ “tiepidino”  oltre che a far fare grandi profitti ad una società che fa pagare maggiormente i servizi al pubblico. 
Ad oggi Amos ha al suo attivo quasi 1900 dipendenti, eppur ai dipendenti gli viene negata la possibilità de indire le rsu, con il benestare di quel sindacato tiepido, più interessato alle poltrone che ha difendere i lavoratori. 
     In tale contesto, mi chiedo perché se amos è una società a personalità limitata con capitale pubblico al 100% deve proprio applicare contratti privati al suo personale che lavora in asl? Perché operatori con lo stesso profilo, che svolgono le stesse mansioni in asl devono avere diversi trattamenti economici e normativi? Non si tratta forze di una intermediazione di manodopera, ad oggi consentita dalle varie leggi successive come la leggi Biagi, che invece di risolvere i problemi si è accanita nei confronti dei lavoratori, dando sempre più possibilità al capitale di sfruttare il lavoro?
Solo una sigla si è mossa con vertenze difendendo i diritti, che a mio avviso sono essenziali per la dignità dei lavoratori: l' Ugl, un sindacato che nella sua storia aveva un orientamento di politica sindacale a destra.  
I sindacalisti della Triplice cigl cisl e uil di fatto negano le rsu a Cuneo. Certo, in questo modo sarebbe ormai palese che non si è applicato nemmeno la giusta normativa delle esternalizzazioni. Si, perché si sarebbe dovuto esternalizzare alcuni reparti, come è stato fatto ad Asti e non solo alcune figure come gli oss. Sarebbe palese che  il Sindacato non  ha agito tutelando i lavoratori, bensì discriminando alcune categorie. 
Un buon sindacato contratta l'esternalizzazione del servizio e mette nero su bianco il possibile rientro di quel servizio o reparto in azienda pubblica, così è stato fatto in alcune province! Avrebbe dovuto mediare perché a tutti i lavoratori operanti in asl, in particolare nei vari reparti sanitari e  appartenenti ad aziende diverse venga applicata lo stesso contratto pubblico. Questo è stato fatto in alcune Regioni!
        I lavoratori, oggi, dovrebbero aprire gli occhi, studiare e conoscere i  propri contratti di lavoro a loro applicati e non farsi condizionare dai sindacalisti tiepidi interessati ai permessi sindacali. Non avere paura delle minacce di un capo bastone ignorante in primis e incapace di applicare le minime regole nelle gestione del personale. Non credere ai consigli di chi ti chiede di non raccogliere le firme per un tuo diritto legittimo, come quello di fare le rsu, tanto ci pensa lui a te… come fecero il gatto e la volpe nella favola di Pinocchio. 
                I diritti negati sono quelli dei lavoratori, ma non certo i diritti dei sindacalisti, i quali mantengono il lavoro in azienda al 50%, chi al 10% e poi va a fare attività "sindacale". In Azienda è più facile avere tre permessi sindacali a settimana, che ottenere un part- time, anzi non ti viene concesso; perché chi l'ha ottenuto e sono decaduti i termini per cui è stato concesso lo mantiene da 20nni.  Non ci sono più posti per concedere part-time a chi, oggi, né ha veramente bisogno per un familiare malato. 
Il sindacato, oggi, serve per mantenere lo status quo di pochi, dei privilegiati, per firmare contratti integrativi sempre più mortificanti e per dirti che ci sono sempre pochi soldi per il comparto, ma per i dirigenti ci sono e  c'è denaro per sempre più posizioni organizzative.
Tutto per gli amici e per i compagni di merende in azienda, in Amos e per il sindacalisti  " gialli". 

     Osservare, non dimenticare, cambiare il proprio voto e poi agire, affidandosi a chi ci mette la faccia e non scalda la sedia, perché ha il giorno di permesso sindacale, che i colleghi devono coprire lavorando al suo posto.


Carla Elisabetta Bertolino








punti di riferimento:
https://www.anaaopiemonte.info/anaaopiemonte/cronologia-amos/
http://www.targatocn.it/2018/01/11/leggi-notizia/argomenti/al-direttore/articolo/ugl-interviene-su-amos-una-bella-corazzata-che-puo-essere-considerata-unazienda-sanitaria-aggiun.html
http://www.targatocn.it/2015/11/11/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/lugl-cuneese-scrive-allinps-e-chiede-delle-verifiche-sui-contratti-dellamos.html

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